Resilienze ha preso forma da mirabili connubi diventati sodalizi, esperienze di territori, agenzie educative, scuole, università, vite d’imprese economiche e sociali, associazioni e comunità che, pur stando tutti nella stessa regione, questa stessa magnifica Campania delle genialità e delle contraddizioni, delle bellezze storiche e naturali, delle nostalgie e degli immensi entusiasmi hanno ancora difficoltà a costruire itinerari, reti virtuose e durature.
Un progetto inclusivo che coinvolge docenti, dirigenti ed alunni delle scuole dei territori dove saremo; i dipartimenti di alcune università; i centri di ricerca; l’Ordine professionale degli Architetti e degli Ingegneri; operatori e colleghi della comunicazione con l’Ordine dei giornalisti; diverse case editrici italiane che sono in librixaria.it, il festival itinerante dei libri, dei lettori e dei territori e si sono vocate ai temi diversi ma anche alla tutela di edifici e luoghi storici d’Italia nonché a cibi e ricette regionali.
Resilienze aggrega e mette in sodalizio trattorie, cantine vitivinicole, produttori d’eccellenze, cuochi gourmet e chef stellati che sono in grandichef.com ed in Campania custodiscono memorie culinarie e fanno da grande traino e supporto alle rotte del turismo enogastronomico trovando inediti, punti d’eccellenza, tutelando ogni DOP ed IGP, le fucine e le cucine di grande qualità.
Resilienze comunica emozioni ed ha già la sua casa sulla rete digitale con resilienze.it da cui ha iniziato e continuerà a muovere temi, argomenti, persone, comunic/azioni, l’avvio d’itinerari.
Resilienze coinvolge non solo le amministrazioni cittadine delle comunità dove faràle tre tappe principali previste nel programma del progetto ma anche quei governi locali e di comunità che, stando nelle stesse province e morfologie di territori, custodiscono siti e luoghi di grande pregio e valore storico/culturale tali da aggregare e supportare, se ben fatto, le grandi attrattive del prossimo futuro.
Nel beneventano che è porta di quel Sannio e dimora di un’Arco fatto costruire da un imperatore lungimirante come lo fu Adriano ch’è diventato, come vedrete, un “libro di pietra”. Quel beneventano che trova già nel suo capoluogo, dove saremo per la tappa d’avvio, piazze, chiese, teatri, giardini, palazzi e dimore storiche che ancora in pochi conoscono. E si propaga a Solopaca, patria di un vino DOC che difende vigneti, l’economia rurale e l’identità del luogo persino dal suo spopolamento.
Nel vesuviano che delinea un’ellisse di metafore e metamorfosi come da magma incandescente su cui sovrasta un vulcano che è già da molto mito e leggenda nel mondo. Lì dove faremo la seconda tappa di Resilienze portando luce sui metodi, le produzioni delle tipicità: il pomodoro del piennolo, il pisellino centogiorni diventato presidio. Ma anche la ricerca per la nuova agricoltura di qualità. I segni della storia e dell’archeologia che hanno dato vita a ville, palazzi, musei, una reggia, siti, ma anche a letteratura, versi e poesie, quadri e dipinti. Un patrimonio che Resilienze porterà davanti agli occhi delle nuove generazioni di cui in tanti nemmeno sanno. E porterà sul palato di tanti visitatori che saranno coinvolti nei tre giorni delle tre tappe in programma nei luoghi diversi della Campania dove le cucine della tradizione (di ristoranti gourmet e stellati e di trattorie tipiche) esaltano ogni giorno il connubio dei sapori vesuviani con storie di persone e talenti da supportare e coltivare.
Nell’avellinese che trova a Mercogliano, una porta d’accesso privilegiato per l’altra Campania interna d’Irpinia che ha santuari, fede popolare, borghi stupendi e tipicità da raccontare come le nostre solidi radici.
Resilienze vuole scovare tutti i motivi ed i modi per rendere questi percorsi inclusivi, capaci di legare le aree più popolose e note a quelle interne che subiscono spopolamenti. Esaltando tutte le straordinarie attrattive di turismo enogastronomico, storico e culturale ogni giorno dell’anno, ogni volta diversi.
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